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Classi Tempesta, il formatore Stefano Rossi nella nostra scuola: risplende di bellezza

Classi Tempesta, il formatore Stefano Rossi nella nostra scuola: risplende di bellezza

Rossi è uno dei più grandi formatori ed educatori del momento sul panorama nazionale.

"La scuola sembra risplendere di bellezza fin dai muri esterni. Sulla porta da cui entrano gli studenti ogni mattina campeggia il motto di questo anno scolastico: "I CARE, PRENDIAMOCI CURA GLI UNI DEGLI ALTRI".
Entrando c'è subito un salottino che sembra dire: "Qui puoi sentirti a casa"."

Queste le prime parole di Stefano Rossi, psicopedagogista scolastico, formatore e autore di testi sull'innovazione didattica, ospite del nostro istituto scolastico negli scorsi giorni per il suo corso" Classi Tempesta" .

Trattasi del Metodo Rossi. In particolare, questa nuova proposta si rivolge alla gestione educativa dell’intero gruppo classe, sviluppata sulla base di 40 strategie  per affrontare diverse tempeste:

  1. la tempesta dell’analfabetismo emotivo;
  2. la tempesta dei conflitti emotivi;
  3. La tempesta delle diverse tipologie di bullismo e cyberbullismo;
  4. la tempesta del lutto.

" Ieri sono a Volato a Scisciano (periferia di Napoli)  per il mio corso "Classi tempesta" - racconta il formatore sui propri canali social -
Mi hanno accolto due insegnanti che mi hanno mostrato il loro progetto di scuola-casa: Massimilano Magnolia e Vitaliano Paone.
Dall'esterno ogni insegnante ha realizzato un poster di bellezza: l'immagine di un grande personaggio che li ha ispirati (Da M.L. King a Pennac…) con una sua frase esemplare."

Bello ripercorrere il commento di Stefano Rossi sulla nostra scuola che, chi scrive, in tutta onestà, avrebbe voluto tagliare unicamente per necessità di celerità di lettura. Ma sono una testimonianza" esterna" del grande lavoro che si sta portando avanti, di quanto stia crescendo negli ultimi anni e di quanta passione ci sia tra le cattedre ed i banchi del nostro istituto.

Mi è sembrato ingiusto privare il lettore dell'importante percezione di Rossi, formatore che gira il mondo scolastico italiano in lungo ed in largo e che, probabilmente, più di ognuno di noi, ha una visione d'insieme. Conosce per cognizione diretta pregi e difetti degli istituti nazionali e le sue parole dovrebbero farci rallegrare e ringraziare chi ogni giorno lavora con i nostri figli per il loro futuro. 

Vi lascio, allora, al suo commento. Godiamoci le sue parole:

"Il collaboratore scolastico Giuseppe Anzalone durante le vacanze estive ha pitturato tutte le pareti interne di un delicato azzurro come il cielo.
Proseguendo trovo il "telefono della cultura", un telefono a muro di una volta fatto di libri che sembrano dire: "Rispondi, la cultura ti sta chiamando".
Non posso non emozionarmi quando trovo l'agorà: una stanza speciale dove è stata posta la mia Sedia dell'Empatia, l'angolo per imparare con le Card dei sentimenti l'arte dei chiarimenti e la possibilità di nutrirsi di Storie d'empatia per pensare insieme.

Le sorprese non sono finite.
Da ex educatore di strada ritrovo degli spazi che anni fa io stesso cercavo di allestire nei centri di contrasto al disagio: un'aula dove giocare insieme a ping-pong, a biliardino o dove semplicemente fare due parole senza cellulare con un amico.
Persino una cucina costruita pochi giorni fa per farne un laboratorio .
All'esterno un museo di arte contadina sempre realizzato con i ragazzi.
Massimiliano e Vitaliano mi spiegano che tutto ciò è stato fatto grazie alla cooperazione con i colleghi e con la comunità che ha donato alla scuola quanto poteva.

E i ragazzi dal cuore indurito?
"Finalmente stiamo iniziando a raccogliere i frutti della nostra semina. Quando entri a scuola ora si respira un'aria serena nonostante alcuni ragazzi abbiano alle spalle storie difficili. Noi però (precisano quasi all'unisono) vogliamo lavorare in questo territorio."
Hanno perfettamente ragione.
Il vero insegnante è colui che "vuole restare".

Nella foto, oltre a vedere la mie pessime capacità nel fare i selfie con cui ho tagliato mezza platea, vedete i sorrisi di questi docenti dopo 3 ore di formazione.
Sorrisi che non parlano del mio corso ma dell'amore di insegnanti che, anche in contesti non semplici, vogliono prendersi cura di tutti gli studenti: sia quelli desiderosi di apprendere, che quelli che arrivano in classe con un cuore indurito.

Un cuore che ha trovato un luogo dove potersi finalmente sentire a casa.

P.S. Nota del relatore.
Massimiliano e Vitaliano non si sono limitati a prendermi e riportarmi all'aeroporto. Fin dal primo istante mi hanno fatto sentire a casa. A loro, al collaboratore Giuseppe, agli altri docenti presenti e alla d.s. Rosanna Lembo va il mio grazie. Perchè una scuola del prendersi cura è davvero possibile."

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